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Cum sociis natoque penatibus et magnis

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…e dove metto l’albero di Natale?

Il Natale è il tempo dell’attesa, infinitamente lunga quando sei piccolo e non vedi l’ora di scartare i regali.

E’ il tempo trascorso con gli affetti, attorno ad un tavolo il più delle volte o sul divano (o al cinema) per “smaltire” i bagordi. Un tempo generalmente molto dilatato perché non scandito dai ritmi di lavoro.

E’ il tempo dei bilanci sull’anno che volge al termine e di aspettative rispetto al futuro prossimo.

photo by Sergei Solo da “Unsplash”

Il periodo natalizio è tuttavia quello che più di altri porta inevitabilmente con sé il senso dalla casa, inteso nel suo aspetto più intimo. Perché di un momento preciso dell’anno si parla ma che ha connotazioni fortemente spaziali e che, nel tempo, si ripetono.

E’ quel tavolo, quel letto, quel camino: mi verrebbe da dire che è lo spazio interno per antonomasia. Uno spazio caldo, avvolgente come una coperta e goloso come una torta di mele appena sfornata.

photo by Arun Kuchibhotla da “Unsplash”

Quando progetto penso spesso dove i miei clienti potrebbero fare i pranzi delle Feste o addobbare l’albero di Natale. E non solo in termini spaziali o di quanti invitati ci si permetterà di ospitare ma soprattutto perché quegli spazi, quel tavolo, sotto quel soffitto si costruiranno i ricordi, le memorie di quella famiglia, qualunque essa sia, già formata o che si va formando.

foto d’epoca del testo teatrale “Il lungo pranzo di Natale” di T.Wilder

C’è un testo teatrale, molto bello ma anche molto malinconico, “il lungo pranzo di Natale” di Thonrton Wilder del 1931 che racconta, come in un timelapse, novanta Natali consecutivi di un’intera famiglia che vede persone entrare in scena e poi, naturalmente, uscirne.

Vorrei sempre che le architetture, quelle fatte bene, quelle fatte per le persone, potessero essere architetture emozionali dove si costruiscono ricordi. Credo che solo questo sia la vera ricchezza di un’architettura: permettere a tutti di costruire Natività quotidiane.

photo by Tom Rickhuss da “Unsplash”
Cover photo by Ben White da “Unsplash”

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