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Cum sociis natoque penatibus et magnis

pagine: 118
formato: 22×15 con inserto a colori
genere: saggio
uscita: novembre 2015

Avere una casa o essere a casa?

Questa è la mia prima pubblicazione.

Il tentativo è quello di mettere insieme psicologia bioenergetica ed architettura, usualmente due discipline autoreferenziali che non si parlano molto benché le ripercussioni dell’una sull’altra possano essere evidenti.

L’architettura è un’arte, ma un’arte sociale, di servizio. E non ci può essere servizio se non c’è ascolto. Con questa convinzione ho sviluppato un metodo che mi permetta di associare alla persona che sto ascoltando lo spazio architettonico che possa farla stare meglio.

La pubblicazione è strutturata in due parti.

La prima, più breve, esamina il condizionamento del corpo umano all’interno di uno spazio architettonico, e tratta di come il corpo reagisca per primo e solo conseguentemente diventi percezione intellettiva; di come diversi luoghi ci influenzino positivamente e ci facciano stare bene ed altri no. La seconda parte è molto più articolata. Analizza come ogni tipologia caratteriale, secondo la classificazione di Alexander Lowen (schizoide, orale, sottomesso, psicopatico e rigido), possa riconoscersi in un suo equivalente archetipo architettonico che abbia una capacità terapeutica rispetto a quello stesso carattere. Quindi, dopo un’analisi delle cinque tipologie caratteriali, viene associato un archetipo a ciascuna di esse che, a parer mio, ha delle caratteristiche in armonia con quel carattere, per evitare l’effetto rifiuto, ma anche dissonanti in quanto riparative, se non terapeutiche.

Chiude la disamina l’osservazione di come l’archetipo possa diventare vera e propria opera d’architettura; a conferma di ciò vengono riportati esempi concreti di opere di maestri dell’architettura internazionale del XX secolo.

Essendo architetto libero professionista, le parti inerenti la disciplina psicologica sono state supervisionate da dottori psicoterapeuti.