
È un architetto che fonde design e psicosomatica per creare spazi empatici
dove non conta solo avere una casa, ma finalmente essere a casa.

Dall'ascolto nascono luoghi dell'abitare che uniscono estetica e benessere
interiore. Spazi cuciti su misura, dove materia e luce raccontano la storia unica di chi li vive.

In architettura, il volume non è mai una semplice astrazione geometrica disegnata nello spazio ma è materia che prende corpo, un'entità fisica dotata di peso, gravità e silenzio.
È un'architettura che opera per sottrazione: Il pieno predomina sul vuoto per proteggere l'intimità dell'abitare, mentre le aperture non sono semplici finestre, ma tagli precisi nella massa muraria.



project
Casa Andrea, Daiana e Viola
Dopo dieci anni,
le mura domestiche
non riflettevano più
l'anima di chi le
abitava...
La sfida è stata placare il dolce caos
dei ricordi accumulati, trasformando
la compulsione in armonia

spazi dove l'anima
trova casa.

Forte di premi, pubblicazioni e solide basi accademiche, ho trasformato la mia passione teatrale in metodo: ogni spazio è la scenografia dell'anima, ma dell'anima. Unendo arte e psicosomatica ho evoluto la professione a puro ascolto, perché non basta costruire muri, bisogna generare benessere.
Come racconto nel mio libro, non progetto semplici abitazioni, ma luoghi dove smettere di avere una casa per iniziare finalmente ad essere a casa. Il mio design è, prima di tutto, un atto d'amore e rispetto verso chi lo vive.
